Mi chiamo Matteo e studio Fisica Teorica all’Università di Pisa.

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Nella mia carriera da studente ho imparato, grazie al confronto con i miei colleghi e docenti, ad apprezzare i dettagli che contribuiscono all’efficacia dei metodi di insegnamento. In particolare ho riconosciuto che il valore dell’insegnamento, in un contesto di progresso scientifico, risiede nel far fare agli studenti molta meno fatica nell’imparare l’argomento rispetto a quella fatta a suo tempo da chi lo insegna.

 

L’obiettivo dovrebbe essere quello di imparare nella metà del tempo ciò che il tuo docente ha imparato in una vita di studio, in modo da aiutare il progredire della scienza nel tempo che rimane.  

Tanti appassionati, nel momento in cui devono scegliere se studiare fisica all’università, si tirano indietro ancora prima di provare o mollano poco dopo aver iniziato. Ho individuato due motivi principali:

  • Autostima: Le persone che non provano nemmeno sono convinte di non essere in grado. Questo perché il sistema scolastico ha fallito nel presentare la fisica e la matematica, a partire da come vengono presentati i concetti fino al metodo di apprendimento degli strumenti matematici necessari. Il metodo scolastico ortodosso premia un certo tipo di personalità tra gli studenti, ma abbandona quelle persone che con la loro attitudine possono comunque dare tanto al mondo scientifico. Queste persone finiscono per perdere fiducia nei loro mezzi, e di loro non si sa più nulla (tranne i rimpianti in età adulta “potevo studiare fisica se…”).
  • La fisica è ben diversa da quella che pensavano: Molti entrano in aula universitaria con un’idea della fisica che non ha nulla a che fare con le metodologie realmente adottate. Questa idea viene inculcata a livello scolastico, dove la fisica viene presentata come mero nozionismo sfibrandola dei suoi concetti più profondi. Le persone che hanno questa idea possono trovarsi in difficoltà all’inizio, e se non correttamente supportate, possono finire per mollare.

Le percentuali di abbandono universitario sono tra le più alte in Europa specialmente nelle materie scientifiche, quindi non stiamo parlando di “selezione naturale”,  ma di un problema sistematico: stiamo perdendo capitale umano.scaric

Vi è la possibilità di provare a ribaltare questa situazione, ad esempio creando un collegamento fra il mondo liceale e quello universitario, dando la possibilità agli studenti di sapere fin da prima come funziona “concettualmente” tutta la fisica, fornendo gli strumenti matematici fondamentali in maniera semplice e intuitiva. L’obbiettivo è quello di aiutarli a creare un’autostima che li possa supportare nel resto della loro carriera.

 

PS. ho scritto un libro di testo che rappresenta proprio ciò che avrei desiderato leggere all’inizio dei miei studi di Fisica. Si chiama “L’apprendista teorico” , dai un’occhiata per vedere di cosa si tratta. Il libro è acquistabile su Amazon.

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